Ripensare l'agenda per non disperdere la voglia di partecipazione politica dei giovani
Articolo pubblicato su Huffington Post.
Il risultato del referendum del 22 e 23 marzo ha detto molte cose.
Vorrei sottolinearne tre, a mio avviso le più rilevanti.
Innanzitutto, c'è il dato straordinario quanto inaspettato della partecipazione.
Si sono recati alle urne quasi il 60% degli elettori, un dato in controtendenza con le ultime tornate elettorali.
Ha certamente pesato su questo risultato, indiscutibilmente positivo, la volontà di esprimersi sul quesito referendario, ma anche la voglia di manifestare una insoddisfazione per come il Governo sta affrontando, o non sta affrontando, i problemi reali e concreti delle persone.